Facebook migliora il rilevamento di immagini intime condivise senza autorizzazione e supporto alle vittime



Quando qualcuno condivide immagini intime senza il consenso
altrui o minaccia di farlo, la vittima può sentirsi sconvolta e
sopraffatta. Per una persona puo’ essere davvero devastante
trovare delle proprie immagini intime condivise
online senza il suo permesso. A protezione di queste vittime,
Facebook per lungo tempo ha adottato la politica di
rimozione di immagini intime non consensuali
(note anche come “revenge porn”) dopo che gli sono state
segnalate e negli ultimi anni ha usato la tecnologia
del photo-matching per evitarne la ricondivisione. Per
trovare questi contenuti più rapidamente e supportare al meglio
le vittime, Facebook ha ora annunciato una nuova tecnologia di
rilevamento e un centro di risorse online per aiutare le
persone a rispondere quando subiscono questo tipo di abusi.

Trovare immagini intime non consensuali va oltre il rilevamento
della nudità sulle piattaforme di Facebook. Grazie
all’apprendimento automatico e
all’intelligenza artificiale, ora la società è
in grado di rilevare in modo proattivo immagini o
video che vengono condivisi senza autorizzazione
dell’interessato su Facebook e
Instagram. Questo significa che Facebook è in
grado di trovare questi contenuti ancora prima che
qualcuno li segnali, cosa importante perchè spesso le
vittime hanno paura di ritorsioni, per cui evitano di segnalare
il contenuto in cui sono presenti, o non sanno che il contenuto
è stato condiviso.

C’è del personale umano appositamente formato
del team di Community Operations di Facebook ad ocuparsi di
controllare i contenuti individuati dalla tecnologia. Se una
immagine o un video viola gli Standard della Comunità, viene
rimosso e nella maggior parte dei casi vengono anche
disabilitati gli account che hanno condiviso contenuti intimi
senza autorizzazione. Facebook non esclude che potranno essere
commessi degli errori nelle valutazioni, quindi offrirà la
possibilità di fare appello a chi, magari, si troverà accusato
di avere condiviso contenuti di revenge porn ma che in realtà
non lo sono.

Questa nuova tecnologia di rilevamento si aggiunge al programma
pilota di Facebook gestito in collaborazione con le
organizzazioni che sostengono le vittime di revenge porn per
offrire alle persone un’opzione di emergenza per inviare
proattivamente e in modo sicuro alla società una foto che
temono possa essere diffusa. Per impedire che la foto venga
condivisa sulla piattaforma, viene creata un’impronta
digitale di quell’immagine. Avendo ricevuto un
riscontro positivo dalle vittime e dalle organizzazioni di
supporto, nei prossimi mesi Facebook amplierà questo progetto
pilota cosi’ un maggior numero di persone potrà beneficiare di
questa opzione in caso di emergenza.

Volendo fare ancora di più per aiutare le persone che sono
state oggetto di questi abusi, Facebook lancia “Non
senza il mio consenso”
(https://www.facebook.com/safety/notwithoutmyconsent/), un
centro di supporto alle vittime all’interno del Safety Center
sviluppato da Facebook insieme ad esperti dove le vittime
possono trovare organizzazioni e risorse capaci di offrire loro
sostegno, tra cui strumenti da utilizzare per rimuovere il
contenuto dalla piattaforma e impedirne l’ulteriore
condivisione.

Su Facebook, Instagram o Messenger, quando qualcuno condivide
immagini intime senza il consenso o minaccia di farlo, la
vittima puo’ inviare una segnalazione: su Facebook usando il
link “Segnala” che viene visualizzato quando si tocca la
freccia verso il basso o “…” accanto ad un post. Se si è
preoccupati del fatto che qualcuno possa condividere immagini
intime proprie su Facebook, Instagram o Messenger, anche se non
l’ha ancora fatto, e si ha accesso queste immagini, è possibile
contattare uno dei partner di Facebook che possono aiutare ad
evitare che tali immagini vengano condivise.

Facebook ha in programma di rendere prossimamente più facile e
intuitivo per le vittime segnalare delle loro immagini intime
condivise su Facebook senza proprio consenso. Nei prossimi
mesi, inoltre, Facebook svilupperà strumenti di supporto alle
vittime per fornire maggiori informazioni con un sostegno
locale e culturalmente rilevante, in collaborazione con la
Revenge Porn Helpline (Regno Unito), la Cyber Civil Rights
Initiative (USA), la Digital Rights Foundation (Pakistan), la
SaferNet (Brasile) e il professor Lee Ji-yeon (Corea del Sud).

A chi si trova vittima del revenge porn, o è minacciato da
qualcuno, gli esperti consigliano di seguire alcuni di questi
passaggi preliminari: contattare le forze dell’ordine locali se
si è preoccupati della propria sicurezza fisica o delle persone
amate; circondarsi di amici, familiari o altre persone che
possono aiutare ad affrontare questo percorso; fare degli
screenshot e stampare le pagine di foto e minacce prima di
decidere di eliminare le immagini (in alcuni luoghi potrebbe
essere illegale pubblicare o minacciare di pubblicare contenuti
del genere e si potrebbe aver bisogno di uno screenshot o altre
testimonianze del post da mostrare come prova se si procederà
per vie legali); provare a cercare ulteriore assistenza o
aiuto.
fonte: http://www.pianetacellulare.it/Articoli/Social-Network/48542_Facebook-migliora-il-rilevamento-di-immagini-intime-condivis.php